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13 Settembre 2007
L'AMICIZIAUn uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada.
Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all'istante. Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione... Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati e assetati. A una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva a una piazza pavimentata con blocchi d'oro, al centro della quale s'innalzava una fontana da cui sgorgava dell'acqua cristallina. Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata. "Buongiorno" "Buongiorno" rispose il guardiano. "Che luogo è mai questo, tanto bello?" "E' il cielo" "Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete!" "Puoi entrare e bere a volontà". Il guardiano indicò la fontana. "Anche il mio cavallo ed il mio cane hanno sete" "Mi dispiace molto", disse il guardiano, "ma qui non è permesso l'entrata agli animali". L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo. Ringraziò il guardiano e proseguì. Dopo avere camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi. All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato. "Buongiorno" disse il viandante. L'uomo fece un cenno con il capo. "Io, il mio cavallo ed il mio cane abbiamo molta sete". "C'è una fonte fra quei massi", disse l'uomo, indicando il luogo, e aggiunse: "Potete bere a volontà". L'uomo, il cavallo ed il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono. Il viandante andò a ringraziare. "Tornate quando volete", rispose l'uomo. "A proposito, come si chiama questo posto?" "Cielo" "Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!" "Quello non è il cielo, è l'inferno". Il viandante rimase perplesso. "Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo, questa falsa informazione causa grandi confusioni!" "Assolutamente No. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici...." Vai alla home di questo BLOG Segnala un abuso nel post | Amo1. Amo l'Amore
2. Amo la Famiglia 3. Amo i miei Amici 4. Amo la felicità 5. Amo la bellezza invisibile agli occhi Non è Odio... Sono cose che mi danno fastidio1. L'indifferenza.
2. L'odio 3. la solitudine 4. chi se ne approfitta 5. la gente falsa LinkDicono di meHo i miei difetti e le mie virtu'.. l'importante è conservare sempre ciò che siamo, senza maschere.
Sogni nel cassettoTanti.. alcuni impossibili... non dico niente sennò non si avverano (funziona)
Possiamo amare di piuNoi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. sappiamo molto meno di quanto
amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare. E così siamo molto meno di cio' che siamo Abbiamo dimenticato... Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l'un l'altro, toccarsi, I miei amiciMe muero por conocerteFelicitàLa felicità non si identifica col raggiungimento di qualcosa che non abbiamo, si tratta di individuare e apprezzare ciò che già possediamo!
Non guardare con gli occhi......Tutti costoro adoperano soltanto gli occhi per vedere ciò che è essenziale, e l'occhio è l'organo più impreciso, più incoerente e più condizionato dai pregiudizi di tutto il nostro corpo. Guardano, ma in
realtà non vedono. Forse avvero tutte le cose che vedono sono
essenziali, ma l'essenziale è molto, molto di più ed è invisibile
all'occhio. Se non siamo attenti, finiremo per fare ciò che dice
Maslov: "Se l'unico utensile di cui disponete è un martello, tenderete
a trattare ogni cosa come se fosse un chiodo"
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lillo